
Una variazione dell’attività esercitata è un segnale da classificare, non una correzione automatica del modello ISA. Per il periodo d’imposta 2025 bisogna anzitutto stabilire quale attività è prevalente, quali codici attività sono stati effettivamente svolti e se le attività cessata e iniziata ricadono nello stesso ISA. Le istruzioni ISA 2026 precisano che la modifica in corso d’anno non costituisce causa di esclusione quando i due codici attività sono compresi nel medesimo ISA; la modifica tra attività comprese in ISA diversi rientra invece tra gli esempi di periodo di non normale svolgimento dell’attività.
Un segnale di incoerenza ISA non prova, da solo, un’irregolarità né determina un punteggio. È il punto di partenza per confrontare attività prevalente, codice comunicato, modello applicato, dati contabili ed extracontabili e variabili precalcolate acquisite dai servizi dell’Agenzia. La risposta utile consiste quindi nel ricostruire quale dato descrive l’operatività dell’anno e nel correggere la rappresentazione dichiarativa soltanto quando il confronto lo giustifica.
In sintesi
- L’attività prevalente è quella da cui deriva il maggiore ammontare di ricavi o compensi nel periodo d’imposta.
- Se più attività rientrano nello stesso ISA, i relativi ricavi o compensi concorrono insieme a individuare l’attività prevalente.
- Una variazione in corso d’anno tra codici inclusi nello stesso ISA non è, per questa sola ragione, una causa di esclusione.
- Un passaggio tra attività associate a ISA diversi richiede di leggere la situazione nella disciplina del non normale svolgimento dell’attività.
- Le variabili precalcolate e i dati inseriti nel software servono al calcolo: un risultato inatteso va ricondotto ai dati che lo hanno generato.
La distinzione che risolve il primo dubbio
L’individuazione dell’ISA non parte dalla descrizione commerciale dell’impresa o dal codice rimasto negli archivi. Per le istruzioni generali, l’attività prevalente è quella che ha prodotto più ricavi o compensi nel periodo; quando più attività appartengono al medesimo ISA, i relativi valori vanno considerati congiuntamente. Per chi svolge sia attività d’impresa sia lavoro autonomo, il confronto è effettuato separatamente per ciascuna categoria reddituale.
Questo passaggio evita un errore frequente: trattare ogni cambio di lavorazione, servizio o prodotto come se imponesse un nuovo ISA. Il primo confronto è invece tra i codici delle attività concretamente esercitate e la Tabella 1 degli ISA relativa al periodo d’imposta 2025. Solo dopo si valuta se il modello applicato rappresenti l’attività prevalente e se ricorrano le condizioni per il prospetto imprese multiattività.
Variazione dentro lo stesso ISA
Se l’attività cessata e quella iniziata nel corso dell’anno hanno codici inclusi nello stesso ISA, la variazione non costituisce causa di esclusione secondo le istruzioni. Ciò non elimina il controllo sui dati: ricavi, costi, personale, struttura e informazioni extracontabili devono continuare a descrivere l’attività realmente svolta nel periodo. Un dato precalcolato inatteso può dipendere da una classificazione non aggiornata, ma può anche richiedere il confronto con i valori inseriti nel modello.
Variazione tra ISA diversi
Quando i codici delle attività appartengono a ISA diversi, le istruzioni collocano la modifica in corso d’anno fra gli esempi di non normale svolgimento dell’attività. La conseguenza operativa non è scegliere preventivamente un esito, ma documentare la successione temporale delle attività, individuare i codici interessati e confrontarli con la tabella ufficiale. La data di avvio della nuova attività, la data di cessazione della precedente e la ripartizione dei ricavi o compensi sono gli elementi che rendono la decisione controllabile.
Codice dell’attività prevalente e dati dichiarativi
Un caso diverso riguarda l’attività divenuta prevalente che comporta anche la modifica del codice attività e che non sia stata comunicata, oppure sia stata comunicata in modo errato. Le istruzioni ISA 2026 riferite al periodo 2025 consentono, alle condizioni indicate, di riportare il codice corretto nel modello REDDITI 2026 e di presentare la dichiarazione di variazione dati entro il termine previsto per quel modello. Se l’attività divenuta prevalente corrisponde invece a un codice già comunicato all’Amministrazione finanziaria, le stesse istruzioni indicano l’inserimento del codice nel modello ISA, nel quadro contabile pertinente della dichiarazione dei redditi e nel quadro VA IVA.
Non va confusa questa fattispecie con una mera ricodifica conseguente alla classificazione ATECO 2025: le istruzioni delimitano espressamente il caso della modifica dell’attività prevalente con modifica del codice attività. Il controllo pratico consiste quindi nel mettere a confronto il codice precedente, il codice dell’attività effettivamente prevalente e la causa della variazione. Per approfondire la ricostruzione dei valori che incidono sull’applicazione, può essere utile la guida sui dati che incidono sull’affidabilità fiscale e ISA.
Caso tipo: attività modificata durante l’anno
Una società svolge fino ad aprile un’attività A e da maggio un’attività B. Nei registri contabili dell’anno risultano ricavi riferibili a entrambe; il codice comunicato in precedenza descrive l’attività A, mentre il dato precalcolato ricevuto appare non coerente con la nuova composizione dell’operatività. Il caso è ipotetico e non attribuisce un modello ISA, una causa di esclusione o un punteggio.
- Ricostruzione temporale: si ordinano le evidenze che mostrano quando l’attività A si è interrotta e quando è iniziata l’attività B, distinguendo le date dell’operatività da quelle di mera registrazione contabile.
- Confronto attività-modello: si verifica nella Tabella 1 se i due codici rientrano nel medesimo ISA. Questo è lo snodo che separa la variazione interna allo stesso indice dal passaggio tra ISA diversi.
- Determinazione dell’attività prevalente: si confrontano i ricavi o compensi dell’intero periodo, sommando quelli delle attività comprese nello stesso ISA quando le istruzioni lo richiedono.
- Allineamento dichiarativo: si raffrontano codice, modello ISA, quadro contabile e quadro IVA con il risultato della ricostruzione, oltre alle variabili precalcolate e ai dati immessi nel software.
Nel caso tipo, il fatto che cambia la conclusione è l’associazione dei due codici al medesimo ISA oppure a ISA diversi. Se appartengono allo stesso ISA, la sola variazione in corso d’anno non integra la causa di esclusione descritta dalle istruzioni; se appartengono a ISA diversi, il fascicolo deve rappresentare la modifica come situazione di non normale svolgimento. Lo scarto iniziale resta un dato da spiegare: non è corretto azzerarlo attribuendogli una causale non dimostrata.
Quando coinvolgere lo studio
È opportuno coinvolgere lo studio quando attività effettiva, codice comunicato e modello ISA non convergono, quando le variabili precalcolate non si riconciliano con le scritture disponibili o quando il cambio di attività cade nello stesso periodo d’imposta. Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può ricostruire l’attività prevalente ai fini ISA, confrontare dati precalcolati, dati contabili e documenti disponibili, e ordinare le alternative dichiarative coerenti con il periodo e il modello applicabile.
Per una prima valutazione senza impegno, descrivi la situazione, l’urgenza e l’elenco dei documenti disponibili, ad esempio i codici attività interessati, le date della variazione e i prospetti contabili del periodo. Le modalità di trasmissione saranno concordate dopo il contatto. Richiedi la verifica ISA.


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